![]() Comunità LudicaVeneto, Italia Si gioca al FestivalSABATO/DOMENICA Giardini Cesare Lombroso |
BORELLALa Borella, detta anche Borèa o Burèa, era molto popolare nella Marca Trevigiana. Il gioco ha un’antica tradizione, come dimostra la testimonianza del fabbriciere di Casier, che durante la visita pastorale nel 1592, interrogato sul comportamento del parroco Giacomo Antonelli, rispondeva: «… questo nostro prete zuoga a carte, e ogni zuogo pubblicamente con gran scandalo del populo, et anco l’havemo ripreso; l’ho visto anco zugar alla borella...». La Borella si gioca con una grossa boccia di legno di “òpio” (acero campestre, un tempo diffusissimo nella zona), con un peso tra i 500 grammi e il chilogrammo, e tre birilli in legno alti circa 60 cm. chiamati “sòni”. Il gioco consiste nel colpire i tre birilli messi in fila, dopo aver fatto rimbalzare a terra la boccia. Chi abbatte tutti e tre i “sòni” con una sola palla fa “San Martin” (espressione che si usa anche per indicare che tutto è stato distrutto dopo una grandinata). Chi fa cadere due “sòni” con un lancio fa “Gambarèl” perchè un “sòn” fa lo sgambetto ad un altro. A cura del Gruppo Amici della Borella (TV) |